Brunori Sas

Pseudonimo di Dario Brunori, Brunori Sas è un cantautore italiano nato il 28 settembre 1977 a Cosenza. Trascorre la sua infanzia a Joggi e Guardia Piemontese. Frequenta gli studi nell’Università degli Studi di Siena dove consegue la laurea in Economia e Commercio. Nel 2009 si avvicina al mondo della musica italiana con il nome di Brunori SAS con la quale realizza l’album “Vol. 1” e si aggiudica il Premio Ciampi. Si tratta di un canzoniere italiano fatto di brani semplici e diretti, filtrati da sonorità rétro e pieni di quell’immaginario dei ricordi dei trentenni dell’epoca. Due anni dopo aver realizzato “Vol. 1”, rilascia “Vol.2-Poveri Cristi”. In questo lavoro lascia alle spalle la nostalgia e il racconto autobiografico e sposta lo sguardo verso le storie di vita altrui. Il nuovo disco ha una struttura più articolata. Nel 2012 è autore della colonna sonora del film “E’ nata una star?” di Lucio Pellegrini. Nel 2013 realizza il “Brunori senza baffi” grazie allo stereotipo della figura di Groucho Marx. Nell’ottobre 2013 comincia le registrazioni del terzo album. Il 16 dicembre seguente vengono comunicati la data e il titolo del terzo album in studio: si tratta di Vol. 3 – Il cammino di Santiago in taxi, pubblicato il 4 febbraio 2014 e registrato nel convento di Belmonte Calabro. Il 7 gennaio esce il video del primo singolo Kurt Cobain, dedicato al cantante dei Nirvana.Tra marzo e aprile Brunori Sas porta nei teatri più prestigiosi d’Italia il tour teatrale dal titolo Brunori Srl – una società a responsabilità limitata. Per la prima volta l’artista si è cimentato con uno spettacolo in bilico tra cabaret, teatro canzone e concerto, dove a monologhi intimisti (ma non troppo) si sono alternati i brani del suo repertorio. Con un articolo su IL annuncia i temi del nuovo album. Il 5 dicembre 2016 è lo stesso Dario Brunori ad annunciare l’uscita per gennaio del nuovo album dal titolo A casa tutto bene (Picicca Dischi). “Sono canzoni che hanno a che fare con la necessità di affrontare le piccole e grandi paure quotidiane” spiega Brunori.Il 28 giugno 2017 vengono presentati a Roma i nuovi palinsesti Rai e annunciato che Dario Brunori condurrà il programma Brunori Sa, in onda dal 6 aprile in seconda serata su Rai 3. Lo stesso giorno Dario Brunori annuncia il nuovo tour teatrale Brunori a teatro – Canzoni e monologhi sull’incertezza a partire da febbraio 2018. Il 6 aprile 2018 va in onda in seconda serata su Rai 3 la prima puntata di Brunori Sa, il programma condotto da Dario Brunori che attraverso il racconto in cinque episodi sui desideri, sulle paure e delle apparenti contraddizioni, racconta la generazione dei quarantenni a cui appartiene.

TESTO:COSTUME DA TORERO-BRUNORI SAS

Tutto quello che mi passa per la testa sembra avere senso
Quando penso che la vita forse un senso non ce l’ha
Certo non è bello quando guardo il mio castello in aria
E penso che un castello così bello
Sulla Terra così bello non ci sta
La mia età non è questa
È almeno la metà
Passami il mantello nero
La mia spada da torero
Oggi salvo il mondo intero
Con un gioco di magia
Non sarò mai abbastanza cinico
Da smettere di credere
Che il mondo possa essere
Migliore di così
Tutto quello che mi serve adesso
È ritrovarmi con me stesso perché spesso
Con me stesso ritrovarmi non mi va
Certo non si può nemmeno stare
Tutto il giorno a disegnare
Una casetta con il sole
Quando il sole se ne va
La realtà è una merda
Ma non finisce qua
Passami il mantello nero
Il costume da torero
Oggi salvo il mondo intero
Con un pugno di poesie
Non sarò mai abbastanza cinico
Da smettere di credere
Che il mondo possa essere
Migliore di com’è
Ma non sarò neanche tanto stupido
Da credere
Che il mondo possa crescere
Se non parto da me

Giorgio Poi

Giorgio Poti, in arte Giorgio Poi, è nato il 12 aprile 1986, ed é un cantautore italiano conosciuto sulla scena della musica indie. Viene adottato alla nascita e trascorre parte della sua vita a Novara per poi trasferirsi a Lucca e successivamente a Londra dove prende un diploma in chitarra jazz. Dà vita ai “Vadoinmessico”, con i quali pubblica l’album Archaeology of the future  che li porterà in un tour in Europa e negli Stati Uniti. Il progetto venne poi cambiato in “Cairobi”. Dal 2013 vive tra Londra e Berlino.«Ero al di fuori dalle canzoni del mio Paese. Quindi per me la musica italiana era diventata una specie di nicchia, un paradiso, una piccola oasi lontana da me con cui però avevo un contatto fortissimo.» afferma il cantante, inizia infatti a scrivere canzoni in lingua italiana con i singoli “Niente di strano” e “Tubature” nel 2016. Sempre nello stesso anno pubblica sul canale YouTube dell’etichetta discografica Bomba Dischi la cover “Il mare di inverno” di Loredana Bertè. Nell’anno seguente realizza l’album “Fa niente” di cui verrà rilasciato il vinile. Duetta con Frah Quintale nel singolo “Missili” che raggiunge il milione di ascolti su Spotify e con Carl Brave in “Camel blu” nell’album “Notti Brave” nel 2018. Il 12 dicembre rilascia il singolo “Vinavil”. Ha dichiarato di aver ascoltato molto Vasco Rossi, Paolo Conte, Lucio Dalla e Pietro Ciampi .Tra gli artisti stranieri i Can, i Gun e alcuni esponenti del reggae.

TESTO:VINAVIL-GIORGIO POI
Cos’hai che non sorridi più? 
Ti interroghi le dita mentre ci pensi su
Non dirmi che anche tu 
D’estate un po’ ti senti giù 
Abbiamo il cuore strano di cera e di Vinavil 
Che ti si scioglie in mano 
E ti sei messa una maglietta 
Che fa rima con la tua faccia, perfetta
Ma con una macchia che non va più via 

Per noi che non dormiamo bene 
Per me che non imparo mai 
Per te che non ti sai spiegare 
Quando ti chiedo come stai 
Per essere contenti 
Anche senza dirlo mai 
Anche senza dirlo mai 

Un dio della convalescenza 
Che ti rimetta in forse 
Ma tu vuoi fare senza 
In fila al Ministero 
Dell’Alto Mare, chi lo sa
Magari basta un timbro 
Per toglierti le braccia e 
E metterci due ali 
Gli spazi siderali 
Le tue mutande rosse, le feste 
Il brutto tempo che non va più via 

Per noi che non dormiamo bene 
Per me che non imparo mai 
Per te che non ti sai spiegare 
Quando ti chiedo come stai 
Per essere contenti 
Anche senza dirlo mai 
Anche senza dirlo mai 

Per essere così diversi 
Per me che non imparo mai 
Per te che non ti sai spiegare 
Quando ti chiedo che cos’hai 
E per essere contenti 
Anche senza dirlo mai 
Anche senza dirlo mai 
Anche senza dirlo mai 
Senza dirlo mai

Willie Peyote

Willie Peyote è il nome d’arte del torinese Guglielmo Bruno nato il 28 agosto 1985. E’ un rapper italiano. Il suo nome d’arte unisce Wile E. Coyote con il peyote, pianta allucinogena proveniente dal Sudamerica. Willie è un riferimento al suo vero nome, Guglielmo. Avvicinatosi al rap nel 2004, dopo aver sperimentato altri generi musicali, tra cui il rock e il punk.«Ho iniziato suonando il basso in una band punk rock, il rap mi ha folgorato solo durante gli ultimi anni delle superiori. All’inizio cercavo di mettere un po’ di rap nei miei pezzi suonati, e ora invece cerco di mettere la musica suonata nei miei pezzi rap.» afferma l’artista. Nel 2011 pubblica il suo primo album solista “Il manuale del giovane nichilista” che già dal titolo suggerisce la sua visione del mondo e il suo modo di comunicarlo ai suoi ascoltatori, condensato in un provocatorio mix di cinismo, autoironia e denuncia sociale. L’album si rivela presto innovativo poiché presenta sonorità che spaziano ben al di fuori dell’ambito hip-hop classico.Due anni dopo, nel 2013, esce “Non è il mio genere”, il genere umano, che sembra riconfermare il suo pseudo-pessimismo antropologico. Nel 2015 pubblica per ThisPlay Music Educazione Sabauda. L’album è costellato di citazioni più o meno dirette, rivolte ai grandi nomi del rap, del rock e della canzone d’autore. Il 6 ottobre 2017 esce Sindrome di Tôret, prodotto da 451. Il disco, che secondo Willie è la coniugazione ideale dei suoi due istinti musicali, quello rock e quello hip-hop, è stato accolto molto positivamente.

TESTO:AVANVERA-WILLIE PEYOTE

Devo imparare a dire no perché la gente parla a vanvera
(la gente parla a vanvera)
E non lo so per quanto ancora reggerò
Chi è il prossimo che sale in cattedra
(la gente parla a vanvera)
A parte i verbi e forse l’algebra hanno tutti da insegnare,
è un popolo di Alberto Angela
(la gente parla a vanvera)
E sei disoccupato, sei troppo qualificato,
ma volendo fai il ministro senza laurea
Parole vuote ammassate
Prive di vita. impilate
Come un fossa comune
Come ogni cosa che fate
Per quanto alziate il volume e quante ne moltiplicate
Spesso ne modificate il senso e le mortificate
Penso che hai molti mi piace, nel senso fanno curriculum
Servono dicono
Ne ho pochi?
Boh, quant’è il minimo?
Che poi sai non discrimino, andrei pure a Sanremo
Perché convincere chi è già d’accordo è facile, scemo!
E faccio un disco che è hardcore
Anche se c’ha un’altra forma
Per arrivare a tua nonna
Perché la D’Urso è una stronza
Perché il TG non informa
E state tutti a parlare del niente
Che infondo è il niente che siete che vi ritorna
Ma il copione funziona
E la cravatta si intona
Dovrebbero farvi tacere Sindona
Ancora tanti auguri a lei e signora
Se qui non migliora, la banca pignora
Avete rotto il cazzo fricchettoni dei miei coglioni
Suonate scalzi le solite quattro canzoni
Spocchiosi e superiori come gli obiettori coi valori vuoti
E abbiamo visto anche la madre degli idioti
C’è chi aspetta la tragedia e si fionda per il mors
Come gli avvoltoi, come Adinolfi
Chi è in cerca di attenzioni, chi di voti, di un fine
Da come parli sembra che non hai preso le medicine
Devo imparare a dire no perché la gente parla a vanvera
(la gente parla a vanvera)
E non lo so per quanto ancora reggerò
Chi è il prossimo che sale in cattedra
(la gente parla a vanvera)
A parte i verbi e forse l’algebra hanno tutti da insegnare
è un popolo di Alberto Angela
(la gente parla a vanvera)
E sei disoccupato, sei troppo qualificato,
ma volendo fai il ministro senza laurea
Devo imparare a dire no perché la gente parla a vanvera
(la gente parla a vanvera)
E non lo so per quanto ancora reggerò
Chi è il prossimo che sale in cattedra
(la gente parla a vanvera)
A parte i verbi e forse l’algebra hanno tutti da insegnare
è un popolo di Alberto Angela
(la gente parla a vanvera)
E sei disoccupato, sei troppo qualificato,
ma volendo fai il ministro senza laurea
L’analfabetismo è funzionale
Nel senso che serve a chi comanda
Qua hanno tutti una risposta
Però qual è la domanda?

Motta

Francesco Motta, comunemente conosciuto solo come Motta nasce a Pisa il 10 ottobre 1986 è un cantautore e polistrumentista italiano. Nel 2006 è tra i fondatori del gruppo Criminal Jokers, band nata inizialmente con una matrice busker-punk, ma poi improntata su una musicalità più vicina alla new wave, per i quali è paroliere, cantante e batterista. Il gruppo ha esordito nel 2010 con This Was Supposed to Be the Future, album prodotto da Andrea Appino, frontman degli Zen Circus. Nel frattempo Motta suona come polistrumentista nei concerti di Nada, Zen Circus, Il Pan del Diavolo. Il 18 marzo 2016 è uscito il suo primo album da solista, intitolato La fine dei vent’anni. Nel tour che ha seguito l’uscita dell’album Motta è stato accompagnato alla batteria da Petulicchio, al basso da Laura Arzilli, poi sostituita da Federico Camici, alle tastiere Leonardo Milani e alla chitarra Giorgio Maria Condemi. Il 26 gennaio 2018 ha pubblicato il primo singolo Ed è quasi come essere felice, mentre il 5 marzo 2018 ha pubblicato il secondo singolo La nostra ultima canzone. Entrambi i singoli hanno anticipato la pubblicazione del secondo album in studio ‘Vivere o morire’.Il 29 giugno 2018 ha pubblicato il terzo singolo Quello che siamo diventati. Nell’autunno 2018 viene annunciato un minitour nel mese di novembre con il trio Les Filles de Illighadad, con cui Motta suonerà le canzoni di Vivere o morire unite ai loro canti e musiche.Il 20 dicembre 2018 viene annunciata la partecipazione di Motta al Festival di Sanremo 2019 con il brano Dov’è l’Italia.

TESTO:LA NOSTRA ULTIMA CANZONE-MOTTA

E se fossimo ancora insieme
E se questa fosse l’ultima canzone
Abbiamo finito le parole
E tu che non hai mai capito da dove cominciare
Prendiamoci da bere
Come se questa fosse l’ultima notte insieme
Facciamo finta di ballare
Non ci reggono le gambe, ma adesso chiudono il locale
E lasciati andare
Respira forte la nostra ultima canzone
E non ti girare
Adesso parte la nostra ultima canzone
(La nostra ultima canzone)
Per te che forse sei meglio di prima
E un po’ ti conviene
Per te che se ti chiamano ragazza
Ti fa un po’ male il cuore
E questa notte, per l’ultima volta
Lasciati andare
Respira forte la nostra ultima canzone
Non ti girare
Adesso balla la nostra ultima canzone
(La mia ultima canzone)
E lasciati andare
Respira forte la nostra ultima canzone
E non ti girare
Come se fosse la nostra ultima canzone
(La mia ultima canzone)

Eugenio in Via Di Gioia

Gli Eugenio in Via Di Gioia sono un gruppo musicale italiano formato a Torino nel 2012. Il nome del gruppo deriva dall’unione dei nomi di Eugenio Cesaro, Emanuele Via e Paolo Di Gioia. Lorenzo Federici invece ha dato il nome al loro primo album, appunto Lorenzo Federici. Gli Eugenio in Via Di Gioia nascono come artisti di strada e dalla tradizione delle balere, dello swing e del folk italiano fino ad arrivare al più recente nu-folk. Gli Eugenio in Via Di Gioia hanno fatto parlare di sé sui media nazionali sia per aver intrattenuto con un live on the road i viaggiatori del treno Italo sulla tratta Torino-Roma in ritardo di oltre 6 ore, sia per raduni con i propri fan che hanno riempito le piazze di Roma, Bologna, Genova e Milano.Nel 2014 esce il loro disco d’esordio Lorenzo Federici pubblicato dall’etichetta discografica Libellula Music.Il 24 febbraio 2017 esce Giovani illuminati, primo singolo estratto dal loro secondo album, assieme al primo videoclip realizzato con la tecnica del hyperlapse in Itaia. Il brano entra stabilmente a far parte della classifica Viral Top 50 Italia di Spotify, mentre il video in poche settimane supera le 120.000 visualizzazioni e viene ripreso da La Stampa e Comingsoon.it. Il 14 aprile esce il loro secondo album Tutti su per terra, anticipato da un’anteprima esclusiva su Radio 1 Music Club e su Spotify. Nella settimana della sua uscita, il disco raggiunge la posizione numero 86 delle classifiche ufficiali italiane. Dopo un tuor di un anno e mezzo gli Eugenio in Via Di Gioia il 28 settembre fanno uscire il singolo Altrove, video nel quale compaiono vari filmati della loro infanzia.

TESTO:ALTROVE-EUGENIO IN VIA DI GIOIA


Devi essere contento
Devi autocompiacerti
E avere stima di te
Mostrare tutto quel che fai
Aggiornarti, evolverti
E correre sempre
Affossare gli altri con forza
E senza sporcarti le mani
 
Povera mente
Io ti uccido ogni giorno con le mie idee
Povero cuore
Io ti metto alla prova ma povero me
 
Mi perderò altrove
A un passo dalla città
Chissà dove
Mi perderò altrove
Senza messaggi e senza le mail
 
Parla con tutti
Anche quando non vuoi
La solitudine è una patologia
I giovani un pericolo
Non certo una risorsa
Ti sorpasseranno
Il presente è un treno che va via
 
Povera mente
Io ti uccido ogni giorno con le mie idee
Povero cuore
Io ti metto alla prova ma povero me
 
Mi perderò altrove
A un passo dalla città
Chissà dove
Mi perderò altrove
Senza messaggi e senza le mail
Mi cercherai
Ovunque io sia
Mi troverai
E mi porterai via
Mi perderò altrove
A un passo dalla città
Chissà dove
 
Sono le frasi che leggi sui muri
Scritte da sempre, le fissi per ore
Sono un errore, uno sbalzo d’umore
Le verità dette a metà
Sono le frasi che leggi sui muri
Scritte da sempre, le fissi per ore
Sono un errore, uno sbalzo d’umore
Le verità dette a metà
 
Mi perderò altrove
A un passo dalla città
Chissà dove
Mi perderò altrove
Senza messaggi e senza le mail
Mi cercherai
Ovunque io sia
Mi troverai
E mi porterai via
Mi perderò altrove
A un passo dalla città
Chissà dove
 
Povera mente
Io ti uccido ogni giorno con le mie idee
Povero cuore
Io ti metto alla prova ma povero me
 
Mi perderò altrove
A un passo dalla città
Chissà dove
Mi perderò altrove
Senza messaggi e senza le mail
Mi cercherai
Ovunque io sia
Mi troverai
E mi porterai via
Mi perderò altrove
A un passo dalla città
Chissà dove
 
Mi perderò altrove
A un passo dalla città
Chissà dove

Coma_Cose

Lui si chiama Fausto Lama: barba da hipster e cappellino in testa. Lei si chiama Francesca: ha i capelli rasati, color biondo platino. Insieme formano i Coma_Cose. Dietro al nome d’arte di Fausto Lama si nasconde quello di Fausto Zanardelli, cantautore bresciano classe 1981 che prima del progetto Coma Cose aveva provato a farsi conoscere dal pubblico come Edipo. Dopo aver lavorato per qualche anno come fonico, si era deciso a pubblicare la sua musica: aveva firmato un contratto con l’etichetta indipendente Foolica Records. Nel 2015 aveva pubblicato un nuovo album, “Preistorie di tutti i giorni”, con la direzione artistica dello stesso Dargen D’Amico, e si era pure esibito in apertura di un concerto di Caparezza al Forum di Assago di Milano (il tour era quello in supporto all’album “Museica”). Quello di Francesca è un volto conosciuto, per i seguaci della musica elettronica: originaria di Pordenone, prima dei Coma Cose si era fatta conoscere con il nome di California DJ e aveva fatto ballare i frequentatori dei rave party con musica techno e drum’n’bass.Dal loro incontro è nato questo duo, che ha suscitato l’interesse dell’etichetta indipendente Asian Fake. Cosa vuol dire “Coma Cose”? Loro dicono che il “coma” è una provocazione, riferito ad un momento storico in cui, sempre secondo loro, è arrivato il momento di aprire gli occhi, di svegliarsi. “Cose”, invece, non vuol dire nulla: l’hanno messo accanto a “Coma” perché, secondo loro, ci stava bene.
E pian piano sono arrivate le canzoni. Su YouTube sono state pubblicate in questo ordine: “Cannibalismo” (febbraio 2017), “Golgota” (marzo 2017), “Deserto” (maggio 2017), “Jugoslavia” (giugno 2017).
Se Carl Brave x Franco126 nelle loro canzoni cantano la romanità, allo stesso modo i Coma Cose nei loro pezzi raccontano com’è la vita milanese (citando spesso luoghi di Milano, come rosticcerie e posti simbolo della movida) .”Poi ti ho portata sul Naviglio / con in mano un bicchiere di sale / e l’ho buttato in acqua come a dirti / vedi non ho niente, però ti regalo il mare”, rappa lui in “Deserto” .

TESTO:JUGOSLAVIA-COMA_COSE


La prima cicca me l’accendo all’alba
Faccio due tiri sa di Jugoslavia
Esco di casa che ho bisogno d’aria
E cosa vuoi che ti dica

Vengo dal niente voglio tutto
Vengo dal niente voglio tutto
Vengo dal niente voglio tutto
L’ultimo tiro e poi ti giuro che la butto

Milano sottomarino
Mirano sotto al mirino e sparano, bang
Qui non ci sono più squadre
Figli della pizza, lievito madre
Se avevo i soldi mica la facevo una vita da cani randagi
Siamo terroni che mangiano la cotoletta, sì
Quanta saudade
Cantautori in lutto, natura morta, forse risorge
Antonello Venditi manca una “T” nessuno se ne accorge
Giambellino scendo sotto casa
Faccio colazione con il ciambellino
Senza avere i soldi del tuo paparino
Tiro e faccio i fumetti come paperino.
Perbenisti ci guardano storto perché abbiamo facce tipo Sarajevo
Qualcuno si sta armando, ma Armando chi?
Boh, sarà Diego
Musica pop, te la spiego:
Lei lo lascia, lui va in para
E voi che ci cascate, Niagara

Vengo dal niente voglio tutto
Vengo dal niente voglio tutto
Vengo dal niente voglio tutto
L’ultimo tiro e poi ti giuro che la butto
Vengo dal niente voglio tutto
Vengo dal niente voglio tutto
Vengo dal niente voglio tutto
L’ultimo tiro e poi ti giuro che la butto

La prima cicca me l’accendo all’alba
Faccio due tiri sa di Jugoslavia
Esco di casa che ho bisogno d’aria
E cosa vuoi che ti dica

Karma Karma dopo la tempesta
Solo noi sappiamo quanto abbiamo corso
Gianna Gianna aveva un coccodrillo
Sopra la maglietta che paga lo sponsor.
Fuori dai confini americani
Tentativi per entrare vani
Siamo messi che abbaiamo
Insomma siamo messi-cani
Ti do un OCB cosí ti calmi e dopo non mi uccidi
Vuoi fare Ho Chi Minh, sí ma ocio man che duri dieci min
Le due parole che ho sentito più spesso qui
Sigarè, accendì

Vengo dal niente voglio tutto
Vengo dal niente voglio tutto
Vengo dal niente voglio tutto
L’ultimo tiro e poi ti giuro che la butto
L’ultimo tiro e poi ti giuro che
L’ultimo tiro e poi ti giuro che
L’ultimo tiro e poi ti giuro che
L’ultimo tiro e poi ti giuro che la butto

Cimini

Federico Cimini nasce a Cosenza il 26 febbraio 1988 e cresce nella provincia calabrese, a San Lucido, sulla costa tirrenica. Finito il liceo si trasferisce a Bologna, per intraprendere gli studi universitari. Il 28 maggio 2013 esce il suo disco d’esordio, “L’importanza di chiamarsi Michele”, un concept album di 14 tracce che suscita un notevole interesse sia di pubblico che di critica, seguito da un tour che si protrae in tutta Italia fino a settembre 2014. Questo album racconta le storie di personaggi della vita quotidiana che cercano di sopravvivere nella società contemporanea[4]. Il filo conduttore della vicenda è Michele, un personaggio comune che, disilluso, decide di espatriare alla ricerca di un mondo adatto alle sue idee. Michele si accorgerà presto che scappare non ha risolto i suoi problemi, quindi decide di tornare in Italia, nel suo sud, a manifestare la sua rabbia per contribuire a creare un futuro migliore. Il 2015 è l’anno di “Pereira”. Un disco di stampo più pop rispetto al precedente, in cui, tuttavia, continua a raccontare storie di impatto riflessivo e generazionale. L’album, uscito il 26 maggio 2015 sempre per l’etichetta MkRecords, contiene 11 tracce. Le sonorità diventano più ricercate, la musica non è più un semplice contorno al testo. Nel Novembre 2017 dopo quasi due anni sabbatici in cui il cantautore calabrese si ridedica agli studi universitari, vari artisti del panorama indie italiano cominciano a pubblicare foto con su scritto “La legge di Murphy è più forte di me”, anticipando così l’uscita del nuovo singolo di Cimini “La legge di Murphy” che fa da apripista al nuovo album del bolognese di adozione, il primo prodotto da Garrincha dischi. A Marzo 2018 esce l’album “Ancora meglio”, un disco diverso rispetto ai precedenti, con sonorità e stili più vicini a quelli dell’emergente panorama Indie italiano, e parte un nuovo tour.

TESTO:SPOTLESS-CIMINI

Se mi lasci non vale
Senza dirmi niente
Ti cancello dal resto della mia mente
Per ragioni di orgoglio
Per ragioni di sesso
Prima di risvegliarmi e ritornare da te
I sogni vanno all’indietro
Non ho neanche cenato
Per andarci a sdraiare sopra un lago ghiacciato
Per guardare le stelle sulla tua pelle
Poi tornarcene a casa aspettando che tu
Lasci almeno un ricordo per fermare tutto
Soffocare un cuscino per sembrare morto
Fare finta di essere in un altro momento
Prima di risvegliarmi e non conoscerti più
Se mi lasci non vale
Senza dirmi niente
Ti cancello dal resto della mia mente
Per ragioni di orgoglio
Per ragioni di sesso
Prima di risvegliarmi e ritornare da te
Ho bisogno di andare in un posto sepolto
Con la spiaggia di neve ed il cielo coperto
Dietro un grosso elefante che non centra niente
Potrei darti un passaggio aspettando che tu
Lasci almeno lo spazio per un tuo ricordo
Per conoscerti ancora forse ancora meglio
Dentro un’umile azione di quand’ero bambino
Per tornarcene indietro e inventarmi un addio
Se mi lasci non vale
Senza dirmi niente
Ti cancello dal resto della mia mente
Per ragioni di orgoglio
Per ragioni di sesso
Prima di risvegliarmi e ritornare da te
Se mi lasci non vale
Senza dirmi niente
Ti cancello dal resto della mia mente
Resta solo l’orgoglio
Resta solo un complesso
Prima di risvegliarmi e ritornare da te
Ritornare da te
Ritornare da te

Frah Quintale

Francesco Servidei nasce a Brescia nel 1989. Inizia a muovere i suoi primi passi nella musica con il duo “Fratelli Quintale” nel 2006 per poi continuare la sua carriera da solista. Si avvicina alla cultura Hip Hop nel 2002 iniziando a dipingere. Dopo un paio d’anni inizia a fare freestyle e a scrivere testi, cominciando a suonare in qualche jam session cittadina.
Nel 2016 fa il suo esordio solista pubblicando per Undamento il singolo “Colpa del vino” e partecipando alla compilation dell’etichetta, UNDAMENTO VOL. 1, al fianco di artisti quali Patrick Benifei, Coez, Anansi e David Blank. Il 2016 è anche l’anno di “Gravità”, altro singolo presente poi sul primo EP intitolato 2004. Cinque pezzi musicati da Ceri (già al fianco di Coez), dal sapore fortemente pop che lo mettono in luce soprattutto grazie ad una vena creativa molto florida supportata da un’ottima scrittura.
Nell’estate del 2017 esce l’album REGARDEZ MOI.

TESTO:HAI VISTO MAI-FRAH QUINTALE


Hai visto mai?
Uno come me
Sciogliersi come neve al sole
Prendersi cura delle altre persone
O preoccuparsi delle proprie cose

Hai visto mai?
Uno come me
Avere cura di come si veste
Portare vino e regali alle feste
Fare la faccia di chi si diverte

Hai visto mai?
Gli occhi di chi ha visto tutto
O forse solo si accontenta
Ma pensa che tu sia stupenda (che tu sia stupenda)

Hai visto mai?
Un uomo che perde sangue
Rosso come le tue guance
E non guarire mai più (mai più)

Cercavo solo di non annoiarmi in mezzo a quella gente così diversa
Ma in fondo non siam poi così distanti, la bella vita in un mondo di merda

Hai visto mai?
Uno come me
Fare slalom fra le persone, per venire lì a salutare
Come se tu fossi una statua da adorare

Hai visto mai?
Uno come me
Voler salvare animali e foreste
Cercando briciole del tuo interesse, fingersi un altro per averti per sempre

Hai visto mai?
Gli occhi di chi ha perso tutto
Pur di essere alla tua altezza
E ora balla senza testa al centro della tua festa

Hai visto mai?
Un uomo che perde sangue
Strisciare sulle sue gambe
Non camminare mai più (mai più)

Io non sapevo come comportarmi in mezzo a quella gente così diversa
Ed il motivo se siamo distanti è la bella vita in un mondo di merda

Io c’ho provato a essere come lui, perfetto
Ed era chiaro non avresti scelto me, però nessuno me l’ha detto, nessuno me l’ha detto, nessuno me l’ha detto
Che se un motivo se siamo distanti è la bella vita in un mondo, in un mondo di…

Ha visto mai?
Uno come me
Rinunciare a delle persone
Rifiutarne la compassione
Rendersi conto che si stava meglio altrove

Galeffi

Marco Galeffi, in arte Galeffi, è un cantautore attivo sulla scena musicale romana da meno di un anno. Si nutre di calcio, cinema e Beatles.Anche la melodia è altrettanto dolce e malinconica, e culla con le sue soffici note le strofe delicate delle canzoni di cui è lui stesso l’autore.Sono ritmi di un pop che è un po’ indie ed un po’ acustico, ma soprattutto è molto sexy, cantato con questa voce roca dai toni struggenti e vagamente rètro. Inizia scrivendo canzoni in inglese militando in diversi progetti della scena capitolina, poi si tuffa sulla lingua italiana e ci prende gusto. 
“Occhiaie” è il singolo con cui Galeffi si presenta al pubblico.
Il primo lavoro ufficiale di Galeffi è anticipato dal fortunatissimo singolo “Polistirolo” che, ancora una volta, lo vede recitare la parte di sè stesso. “Scudetto” è il suo disco d’esordio, uscito il 24 novembre, in concomitanza con l’uscita dell’album del suo idolo musicale Cesare Cremonini, per Maciste Dischi. Sei giorni dal 30 novembre, giorno in cui presenta il suo disco al Monk di Roma,sono intercorsi dall’uscita del disco al concerto di presentazione. Centoquarantaquattro ore in cui il disco dell’esordiente Galeffi è andato così bene da fare sold out. Galeffi si fa cantare e ricordare, grazie ad una scrittura catchy ma dalle mille sfumature sonore, in un mondo a tratti surreale, governato da tazze di te, occhiaie, orologi, caffettiere, baci rubati, polistirolo e calciatori.

TESTO:MAI NATALE-GALEFFI

Hai messo il silenzioso e non parli più con me
Modalità aereo, qui non c’è campo
E non c’è scampo più per me
Ooh ti va se ce ne andiamo?
Sto a secco da una vita e ora mi va
Di fare piano
Sai che c’è?
Ti va di far la guerra un po’ con me?
Senza te non è Natale
Quanto è bello stare male
Ma che male fa
Sai che c’è?
Che senza te non è più Natale
Detestami in silenzio
Non aver pietà di me
Tu sei come l’assenzio
E non mi stanco, e non mi sazio mai di te
Ooh ti va se ci vediamo?
Sto fermo da una vita e non mi va
Di andare piano
Sai che c’è?
Ti va di far l’amore un po’ con me?
Senza te non è Natale
Quanto è bello stare male
Ma che male fa
Sai che c’è?
Che senza te non è più Natale
E non è mai Natale
Natale è dopo Natale
È Natale solo a Natale
È Natale solo con te
È Natale solo, solo, solo, solo con te
È Natale solo, solo, solo, solo con te
È Natale solo, solo, solo, solo con te
È Natale solo, solo, solo, solo con te
Spegni quel cellulare
Dimmi dove vuoi andare
Se ancora mi vuoi bene
E allora stiamo insieme
Fino a Natale
Ti aspetto in ascensore
A che piano vuoi arrivare?
Se ancora mi vuoi bene
E allora stiamo insieme
Fino a Natale
È Natale solo, solo, solo, solo con te (fino a Natale)
È Natale solo, solo, solo, solo con te (fino a Natale)
È Natale solo, solo, solo, solo con te (fino a Natale)
È Natale solo, solo, solo, solo con te

Calcutta

Edoardo D’erme compare sulla scena della musica indie italiano con il nome di Calcutta. Nato il 19 aprile 1989 a Latina. Nel 2009 fonda il duo musicale Calcutta. In seguito all’abbandono dell’altro membro, Marco Crypt, Calcutta mantiene il nome, che come dichiarato in un’intervista dice essere casuale e non avere un senso definito, e lo adotta come nome d’arte. Nel 2015, in collaborazione con Marta Venturini e Niccolò Contessa de I Cani, produce e pubblica il suo secondo lavoro, Mainistream, raggiungendo la notorietà nazionale anche grazie al singolo Cosa mi manchi a fare, primo estratto dall’album, seguito da Gaetano, Frosinone e Oroscopo il cui video raggiunge un milione di visualizzazioni su YouTube nel giro di un mese. Il disco viene nominato per il premio Targa Tenco nella categoria “album dell’anno“, mentre in quella per la “canzone singola” vengono candidati Cosa mi manchi a fare Frosinone e Oroscopo. A seguito del buon risultato di vendite, Calcutta intraprende un tour nazionale per promuovere Mainstream. Nel maggio 2016 pubblica il singolo Oroscopo, in collaborazione con il duo Takagi & Ketra. Il 15 dicembre 2017 esce il suo nuovo singolo dal titolo Orgasmo, mentre il 2 febbraio 2018 viene pubblicato il singolo Pesto. Intervistato da Rolling Stone Italia, annuncia l’imminente arrivo del suo terzo album, Evergreen. Il 23 aprile 2018, con un post sul suo profilo Instagram, annuncia la copertina e la data di uscita dell’album, prevista per il 25 maggio 2018 per l’etichetta Bomba Dischi. Il 16 maggio 2018 esce il terzo singolo Paracetamolo. Il 14 settembre 2018 il brano Kiwi esce in radio come quarto singolo. Viene annunciata la collaborazione di Calcutta con i Tiromancino nella nuova versione del brano Strade, contenuta nell’album Fino a qui in uscita il 28 settembre 2018.Nello stesso giorno vengono pubblicate la prima biografia dell’artista da Arcana Edizioni, intitolata Calcutta. Amatevi in disparte e curata da Antonio Coletta e il brano Se piovesse il tuo nome, interpretato da Elisa e di cui ha scritto il testo. Il brano viene poi reinterpretato in una versione speciale che vede Elisa cantare insieme al cantautore. Calcutta ha affermato di ispirarsi a vari artisti italiani, citando fra essi Lucio Battisti, Lucio Dalla e Luca Carboni, ma anche alla musica del Brasile, in particolare quella di Caetano Veloso, avvicinandosi al Paese sudamericano tramite il movimento musical-culturale del tropicalismo.

TESTO:NUDA NUDISSIMA-CALCUTTA

Tu eri nuda, nudissima, un buio a metà
Tu eri un’ombra cinese su Bari città
Io ti parlavo di Frassica, della mia ipocondria
Succo d’arancia, mio dio che caldo voglio andare via
E quindi
Dove si va?
Dove si va?
Dove si va?
Sto perdendo tempo e penso che mi va
Sto perdendo tempo e penso che mi va
Perché non soffia il vento
Era il suo compleanno
Come fai a ridere
Nel mentre arriva il treno
Io sbatto il muso al cielo
E non vorrei andare via
Tu eri nuda, nudissima, Raffaella Carrà
Che guarda l’alba, distesa fuori al Taj Mahal
Luce fortissima nel frigobar
La luna stanca ti abbracciava come la Pietà
E quindi
Dove si fa?
Come si fa?
Come si fa?
Sto perdendo tempo e penso che mi va
Sto perdendo tempo e penso che mi va
Perché non soffia il vento
Era il suo compleanno
Come fai a ridere
Nel mentre arriva il treno
Io sbatto il muso al cielo
E non vorrei andare via
Nuda, nudissima
La fronte gronda
La fronte gronda
La fronte gronda
La fronte gronda
La fronte gronda
La fronte gronda