Giorgio Poi

Giorgio Poti, in arte Giorgio Poi, è nato il 12 aprile 1986, ed é un cantautore italiano conosciuto sulla scena della musica indie. Viene adottato alla nascita e trascorre parte della sua vita a Novara per poi trasferirsi a Lucca e successivamente a Londra dove prende un diploma in chitarra jazz. Dà vita ai “Vadoinmessico”, con i quali pubblica l’album Archaeology of the future  che li porterà in un tour in Europa e negli Stati Uniti. Il progetto venne poi cambiato in “Cairobi”. Dal 2013 vive tra Londra e Berlino.«Ero al di fuori dalle canzoni del mio Paese. Quindi per me la musica italiana era diventata una specie di nicchia, un paradiso, una piccola oasi lontana da me con cui però avevo un contatto fortissimo.» afferma il cantante, inizia infatti a scrivere canzoni in lingua italiana con i singoli “Niente di strano” e “Tubature” nel 2016. Sempre nello stesso anno pubblica sul canale YouTube dell’etichetta discografica Bomba Dischi la cover “Il mare di inverno” di Loredana Bertè. Nell’anno seguente realizza l’album “Fa niente” di cui verrà rilasciato il vinile. Duetta con Frah Quintale nel singolo “Missili” che raggiunge il milione di ascolti su Spotify e con Carl Brave in “Camel blu” nell’album “Notti Brave” nel 2018. Il 12 dicembre rilascia il singolo “Vinavil”. Ha dichiarato di aver ascoltato molto Vasco Rossi, Paolo Conte, Lucio Dalla e Pietro Ciampi .Tra gli artisti stranieri i Can, i Gun e alcuni esponenti del reggae.

TESTO:VINAVIL-GIORGIO POI
Cos’hai che non sorridi più? 
Ti interroghi le dita mentre ci pensi su
Non dirmi che anche tu 
D’estate un po’ ti senti giù 
Abbiamo il cuore strano di cera e di Vinavil 
Che ti si scioglie in mano 
E ti sei messa una maglietta 
Che fa rima con la tua faccia, perfetta
Ma con una macchia che non va più via 

Per noi che non dormiamo bene 
Per me che non imparo mai 
Per te che non ti sai spiegare 
Quando ti chiedo come stai 
Per essere contenti 
Anche senza dirlo mai 
Anche senza dirlo mai 

Un dio della convalescenza 
Che ti rimetta in forse 
Ma tu vuoi fare senza 
In fila al Ministero 
Dell’Alto Mare, chi lo sa
Magari basta un timbro 
Per toglierti le braccia e 
E metterci due ali 
Gli spazi siderali 
Le tue mutande rosse, le feste 
Il brutto tempo che non va più via 

Per noi che non dormiamo bene 
Per me che non imparo mai 
Per te che non ti sai spiegare 
Quando ti chiedo come stai 
Per essere contenti 
Anche senza dirlo mai 
Anche senza dirlo mai 

Per essere così diversi 
Per me che non imparo mai 
Per te che non ti sai spiegare 
Quando ti chiedo che cos’hai 
E per essere contenti 
Anche senza dirlo mai 
Anche senza dirlo mai 
Anche senza dirlo mai 
Senza dirlo mai

Lascia un commento