Willie Peyote

Willie Peyote è il nome d’arte del torinese Guglielmo Bruno nato il 28 agosto 1985. E’ un rapper italiano. Il suo nome d’arte unisce Wile E. Coyote con il peyote, pianta allucinogena proveniente dal Sudamerica. Willie è un riferimento al suo vero nome, Guglielmo. Avvicinatosi al rap nel 2004, dopo aver sperimentato altri generi musicali, tra cui il rock e il punk.«Ho iniziato suonando il basso in una band punk rock, il rap mi ha folgorato solo durante gli ultimi anni delle superiori. All’inizio cercavo di mettere un po’ di rap nei miei pezzi suonati, e ora invece cerco di mettere la musica suonata nei miei pezzi rap.» afferma l’artista. Nel 2011 pubblica il suo primo album solista “Il manuale del giovane nichilista” che già dal titolo suggerisce la sua visione del mondo e il suo modo di comunicarlo ai suoi ascoltatori, condensato in un provocatorio mix di cinismo, autoironia e denuncia sociale. L’album si rivela presto innovativo poiché presenta sonorità che spaziano ben al di fuori dell’ambito hip-hop classico.Due anni dopo, nel 2013, esce “Non è il mio genere”, il genere umano, che sembra riconfermare il suo pseudo-pessimismo antropologico. Nel 2015 pubblica per ThisPlay Music Educazione Sabauda. L’album è costellato di citazioni più o meno dirette, rivolte ai grandi nomi del rap, del rock e della canzone d’autore. Il 6 ottobre 2017 esce Sindrome di Tôret, prodotto da 451. Il disco, che secondo Willie è la coniugazione ideale dei suoi due istinti musicali, quello rock e quello hip-hop, è stato accolto molto positivamente.

TESTO:AVANVERA-WILLIE PEYOTE

Devo imparare a dire no perché la gente parla a vanvera
(la gente parla a vanvera)
E non lo so per quanto ancora reggerò
Chi è il prossimo che sale in cattedra
(la gente parla a vanvera)
A parte i verbi e forse l’algebra hanno tutti da insegnare,
è un popolo di Alberto Angela
(la gente parla a vanvera)
E sei disoccupato, sei troppo qualificato,
ma volendo fai il ministro senza laurea
Parole vuote ammassate
Prive di vita. impilate
Come un fossa comune
Come ogni cosa che fate
Per quanto alziate il volume e quante ne moltiplicate
Spesso ne modificate il senso e le mortificate
Penso che hai molti mi piace, nel senso fanno curriculum
Servono dicono
Ne ho pochi?
Boh, quant’è il minimo?
Che poi sai non discrimino, andrei pure a Sanremo
Perché convincere chi è già d’accordo è facile, scemo!
E faccio un disco che è hardcore
Anche se c’ha un’altra forma
Per arrivare a tua nonna
Perché la D’Urso è una stronza
Perché il TG non informa
E state tutti a parlare del niente
Che infondo è il niente che siete che vi ritorna
Ma il copione funziona
E la cravatta si intona
Dovrebbero farvi tacere Sindona
Ancora tanti auguri a lei e signora
Se qui non migliora, la banca pignora
Avete rotto il cazzo fricchettoni dei miei coglioni
Suonate scalzi le solite quattro canzoni
Spocchiosi e superiori come gli obiettori coi valori vuoti
E abbiamo visto anche la madre degli idioti
C’è chi aspetta la tragedia e si fionda per il mors
Come gli avvoltoi, come Adinolfi
Chi è in cerca di attenzioni, chi di voti, di un fine
Da come parli sembra che non hai preso le medicine
Devo imparare a dire no perché la gente parla a vanvera
(la gente parla a vanvera)
E non lo so per quanto ancora reggerò
Chi è il prossimo che sale in cattedra
(la gente parla a vanvera)
A parte i verbi e forse l’algebra hanno tutti da insegnare
è un popolo di Alberto Angela
(la gente parla a vanvera)
E sei disoccupato, sei troppo qualificato,
ma volendo fai il ministro senza laurea
Devo imparare a dire no perché la gente parla a vanvera
(la gente parla a vanvera)
E non lo so per quanto ancora reggerò
Chi è il prossimo che sale in cattedra
(la gente parla a vanvera)
A parte i verbi e forse l’algebra hanno tutti da insegnare
è un popolo di Alberto Angela
(la gente parla a vanvera)
E sei disoccupato, sei troppo qualificato,
ma volendo fai il ministro senza laurea
L’analfabetismo è funzionale
Nel senso che serve a chi comanda
Qua hanno tutti una risposta
Però qual è la domanda?

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